re design calabria
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I luoghi di re.design calabria


MUSEO ARCHEOLOGICO DI REGGIO CALABRIA
Il Nuovo Museo Archeologico di Reggio Calabria è fra i più importanti e prestigiosi musei d'Italia, divenuto celebre soprattutto come sede deputata a conservare i Bronzi di Riace, originali greci del V secolo rinvenuti nel 1972 in straordinario stato di conservazione accanto ad una consistente mole di reperti e testimonianze del periodo magnogreco.
L'edifico che lo ospita si affaccia su Piazza De Nava, a breve distanza dal Lungomare "I. Falcomatà". L'edificio è progettato negli anni Trenta dall'architetto Marcello Piacentini. La realizzazione fu promossa dall'allora Soprintendente Paolo Orsi nell'intento di salvaguardare gli oggetti custoditi nel Museo Civico istituito dal Comune nel 1882 accanto ai reperti rinvenuti nelle campagne di scavo da lui condotte sul suolo calabrese.
Le collezioni archeologiche del museo comprendono materiali di scavo proveniente da siti della Calabria, della Basilicata e della Sicilia, che illustrano l'arte e la storia della Magna Grecia dall'VIII secolo a.C. nonché materiale dei periodi precedenti - preistoria e protostoria - e dei successivi periodi romano e bizantino. Inaugurato nel 1959 il Museo è stato oggetto, nel corso degli anni, di più trasformazioni, come l'allestimento della Sezione di archeologia subacquea nel 1981.
L'architettura è caratterizzata da un volume solido che ne sottolinea la monumentalità, costituito da un basamento bugnato in pietra lavica e i cui grandi pilastri sporgenti in travertino si alternano alle ampie finestre delle sale espositive. Sulla facciata principale è scolpita una serie di grandi decori che riproducono le monete delle città della Magna Grecia.
Nell'ambito dei recenti lavori di ristrutturazione è stato chiesto all'artista Alfredo Pirri di realizzare un'installazione che fosse in grado di coniugare le specificità di un museo archeologico con il linguaggio contemporaneo, con un'opera dal titolo Piazza. Un lavoro teso a sottolineare la continuità e il rapporto con la tradizione nell'incontro con la frammentarietà tipica tanto dell'archeologia quanto della modernità. Il nuovo Museo Archeologico rappresenta il punto di partenza degli interventi successivi del progetto re.designcalabria

AREA ARCHEOLGOCA DI SIBARI
Il sito archeologico di Sibari si colloca sulla costa Ionica della Calabria, non molto distante dalla foce del Fiume Crati. Questa parte del territorio, nota come "Sibaritide" vide il sorgere, lo sviluppo e l'espansione e poi il declino della grande polis di Sibari, su cui furono installati, in epoche successive alla distruzione della città greca, prima il centro ellenistico di Thurii e poi quello romano di Copia. Questa importante sovrapposizione fa di Sibari uno dei siti più estesi ed importanti del Mediterraneo di età arcaica e classica.
Il Parco archeologico di Sibari si trova a Cassano allo Ionio, nella frazione di Sibari, località Parco Del Cavallo, Casa Bianca. Si tratta del sito di una delle più ricche e importanti città greche della Magna Grecia i cui reperti sono conservati nel Museo Archeologico nazionale della Sibaritide.
Le grandi campagne di scavo degli anni Sessanta, e quelle dei decenni successivi, hanno consentito di esplorare comunque solo una piccola parte della grande area di Sibari, portando alla luce soprattutto strutture risalenti al periodo romano della città di Copia. Dagli anni Novanta è in corso poi un progetto di scavo archeologico che mira, gradualmente, a chiarire l'assetto topografico ed urbano delle tre città di Sibari-Thuri-Copia. L'area archeologica di Sibari si pone come paradigma per tutte le aree archeologiche regionali.

UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA – CAMPUS DI ARCAVACATA
L'Università degli Studi della Calabria venne istituita nel marzo del 1968. Inizialmente comprendeva un unico complesso, l'Unità Polifunzionale di Arcavacata, su progetto di Massimo Pica Ciamarra, accanto ad un centro residenziale su progetto di Enzo Zacchiroli. Il successivo concorso internazionale ha portato alla realizzazione dell'impianto odierno su progetto di Vittorio Gregotti e alle successive residenze dell'architetto danese Mortenson.
Il significativo aumento della domanda di iscrizioni e l'apertura di nuovi corsi di laurea hanno reso necessaria la costruzione di nuove strutture che potessero soddisfare le esigenze di didattica e ricerca. Le nuove strutture, ideate da Vittorio Gregotti, sono state pensate per soddisfare le prospettive di crescita futura dell'università e per adattarsi alla conformazione del territorio costituito perlopiù da colline.
Il complesso consta di in una struttura sviluppata in lunghezza, caratterizzata da una serie di edifici alti circa 30 metri, di forma cubica – i cosiddetti chiamati "cubi" – disposti lungo un ponte sospeso in acciaio lungo circa 2 km (il ponte Pietro Bucci). Inoltre, l'Università della Calabria vanta il primo e il più grande campus universitario d'Italia, adiacente alla struttura universitaria.

MIBAC - Sede della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Palazzo Arnone, tradizionalmente documentato come Palazzo dei Presidi, è uno degli edifici storici più prestigiosi della città di Cosenza collocandosi con la sua imponente mole, sulla sommità del colle Triglio, al di là del vallo del fiume Crati, dominando il suggestivo centro storico della città. Sottoposto a lavori di restauro e di riadattamento funzionale, è sede della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, della Galleria Nazionale di Cosenza e del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, nucleo di Cosenza.
La Galleria Nazionale di Cosenza è costituita dalla collezione dei dipinti che, a partire dagli anni Ottanta, sono stati acquisiti come patrimonio dello Stato. Tale collezione documenta i momenti significativi dell'arte italiana, in particolare meridionale, dal Cinquecento al Novecento ed espone opere di pittori nati in Calabria, da Pietro Negroni a Mattia Preti a Umberto Boccioni e, in considerazione della storica dipendenza della Calabria da Napoli, di artisti napoletani che hanno influenzato gli esiti della pittura locale. Recentemente la Galleria, riaperta al pubblico con un allestimento in linea con gli standard europei, ha ricevuto il riconoscimento istituzionale ufficiale con Decreto Regionale istitutivo del 30 maggio 2009.
La Galleria è stata riaperta al pubblico il 27 settembre 2008 in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, con un percorso espositivo ripensato in relazione agli spazi e ai criteri museografici. Il nuovo allestimento segue un criterio cronologico nella necessità di facilitare la fruizione delle opere, secondo criteri che - nel rispetto conservativo del manufatto e degli standard espositivi stabiliti a livello europeo - privilegiano gli aspetti comunicativi attraverso i linguaggi e le tecnologie più avanzate.
Un'attenzione particolare è stata rivolta all'installazione di impianti e strutture didattiche che offrono informazioni e servizi, in linea sempre con i criteri museografici più avanzati, tra i quali la sistemazione permanente di una postazione multimediale per l'accessibilità al patrimonio del pubblico con disabilità visiva e uditiva, in attuazione del progetto Nazionale "Cassio", promosso dal Centro Servizi Educativi del Museo e del Territorio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Di recente gli spazi di Palazzo Arnone accolgono esposizioni di arte contemporanea, mettendo in relazione uno spazio storicamente caratterizzato con i linguaggi della contemporaneità, e i momenti di comunicazione istituzionale.

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Piattaforma di comunicazione, vero luogo di informazione e scambio multimediale, in continuo arricchimento.